I problemi della prostata più comuni
Date le evidenti ed indiscutibili diversità anatomiche tra uomo e donna è logico pensare che vi siano dei disturbi e delle patologie che affliggono in modo diverso l’uno o l’altro sesso e la prostata, negli uomini, è sicuramente uno degli organi che, in molti casi, può causare dei problemi di varia natura. Per comprendere meglio quali sono le difficoltà che possono insorgere è dunque necessario capire bene anche il funzionamento di questo organo che, pur essendo piccolo di dimensioni, ha un’importanza fondamentale in quanto parte sia dell’apparato urinario che di quello riproduttivo.
La prima cosa da fare, per poter trattare questo argomento, è innanzitutto capire cosa sia la prostata e quali siano le sue funzionalità.
La prostata, o ghiandola prostatica, come dicevamo, è un organo piccolo, dalla forma ovale simile ad una castagna, della larghezza di circa 4 cm. e lo spessore di circa 3 cm. Si trova nelle pelvi, area del corpo che la colloca sotto la vescica e davanti al retto e all’interno della quale si trova l’uretra, un piccolo canale la cui funzione è quella sia di svuotare la vescica che di portare all’esterno il liquido seminale. Ne consegue che, data la sua vicinanza anche a cellule ghiandolari e a fasci nervosi e strutture muscolari, il suo ruolo è di estrema importanza sia per la minzione che per l’erezione e l’eiaculazione.
È dunque evidente che gli eventuali problemi alla prostata possono andare a influenzare non solo il benessere e lo stato di salute generale dell’uomo ma anche la sua vita intima e sessuale e, tra i disturbi e le patologie più frequenti vi sono prostatite, iperplasia prostatica benigna e carcinoma alla prostata.

Prostatite
La prostatite è un’infiammazione della prostata che può essere batterica (tipo I - acuta e tipo II - cronica), non batterica (tipo III) e asintomatica (tipo IV). Le cause di entrambe le tipologie di prostatite batterica possono essere ricercate in infezioni del tratto urinario, in malattie sessualmente trasmissibili, in un’ostruzione della vescica, nella migrazione di batteri intestinali nella prostata, nel restringimento dell’orifizio del prepuzio che impedisce allo stesso di ritrarsi sul glande ma possono essere date anche da traumi occorsi alla zona perineale o come conseguenza di biopsie. In questi casi la terapia più adeguata è con antibiotici che, a seconda della gravità della condizione, possono essere assunti sia per via orale che endovenosa e con tempistiche di trattamenti variabili.
Le cause della prostatite non batterica, malgrado siano stati condotti innumerevoli studi, non sono ancora state identificate con esattezza ma alcune ipotesi parlano di traumi dovuti sia alla pratica di alcuni sport ad alto impatto che ad attività lavorative che comportano un notevole sforzo fisico mentre altre si basano sulla presenza di danni nervosi o di origine autoimmune. In questo frangente, non essendoci la presenza di batteri, la terapia antibiotica non sortirebbe alcun effetto e andrebbe attuata con alfa-bloccanti.
In tutte e tre queste tipologie la sintomatologia è molto simile e si manifesta con dolore pelvico, allo scroto, alla zona lombare e inguinale, con minzione frequente e dolorosa, con eiaculazione dolorosa e dolore durante i rapporti intimi e, nei tipi I e II, anche con febbre, brividi, nausea e vomito.
L’ultimo tipo, al contrario dei precedenti, nella maggior parte dei casi viene scoperto casualmente durante esami preventivi o di routine e sono solo i referti diagnostici a rivelare la presenza di un processo infiammatorio di cui il paziente era completamente ignaro data l’assenza di sintomi. E, anche in questo caso, la ricerca ancora brancola nel buio non avendo ancora appurato né quali siano le cause né i motivi dell’assenza di sintomatologia.
Iperplasia prostatica benigna
Il nome con cui è più comunemente conosciuta, ipertrofia prostatica benigna, è quello che ci fa comprendere intuitivamente di cosa si tratta dal momento dato che consiste nell’aumento del volume della prostata. Le sue cause principali sono date dall’avanzamento dell’età e dai naturali cambiamenti ormonali ma non sono escluse anche predisposizioni genetiche e familiari. I sintomi classici sono difficoltà di vario tipo nella minzione: difficoltà ad iniziarla e sforzo e bruciore nell’attuarla, flusso urinario debole, stimolo frequente ad urinare (soprattutto durante la notte), difficoltà a svuotare completamente la vescica. Tuttavia, anche se i disturbi sono davvero molto fastidiosi, la buona notizia è che si tratta di una patologia non solo benigna ma anche trattabile sia farmacologicamente che chirurgicamente ma anche con una nuova metodologia laser (HOLEP), molto meno invasiva della chirurgia e ad alta tollerabilità da parte dei pazienti.
Carcinoma alla prostata
Il cancro alla prostata è, purtroppo, uno dei più diffusi nella popolazione maschile e recenti statistiche hanno rivelato che almeno 1 uomo su 8, in Italia, corre il rischio di ammalarsi di questo tipo di tumore anche se con scarse possibilità che si manifesti prima dei 40 anni, mentre aumentano tra i 50 e i 65 anni e, soprattutto, dopo gli 80.
Come in tutti gli altri organi, anche nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule che possono andare incontro a qualche trasformazione e divenire cancerose. Al suo esordio la malattia potrebbe non presentare alcuna sintomatologia allarmante e la diagnosi avviene, generalmente, quando il paziente comincia ad avvertire la necessità di urinare spesso o se si accorge della presenza di sangue nelle urine o nello sperma. A questo punto i controlli devono essere regolari per tenere sempre monitorati gli eventuali cambiamenti. Se questi dovessero avvenire, saranno le equipe mediche a valutare quali siano gli interventi più specifici da attuare e che, in molti casi, portano ad un’ottima possibilità di risoluzione con l’asportazione dell’organo se non ci sono metastasi mentre, nelle situazioni più gravi, si può ricorrere a radioterapia o ormonoterapia.
Sfortunatamente, per nessuno di questi casi, si può parlare di una prevenzione specifica ma ci sono tante piccole abitudini quotidiane che possono essere seguite tra cui l’assunzione regolare di frutta e verdura, di cereali integrali, la riduzione del consumo di carne (soprattutto carne rossa), una regolare attività fisica (anche solo 30 minuti di camminata al giorno) e, ovviamente, controlli periodici, specialmente dopo una certa età e nel caso vi siano stati altri casi di patologie simili nell’ambito familiare.
Autore dell'articolo
- Prostatitis. Division of Urology, Tufts University School of Medicine, Boston, Massachusetts.
- Epidemiology of prostatitis; John N.Krieger, Shaun Wen Huey Lee, Jeonseong Jeon, Phaik Yeong Cheah, Men Long Liong, Donald E.Riley
- Problemi gonadici e sessuali.Carlotta Pozza, Mauro Giovanni Schiesaro, Agostino Specchio Dipartimento di Fisiopatologia Medica, Università Sapienza di Roma
- Problemi Di Anestesia E Rianimazione in Tema Di Chirurgia Prostatica Transuretrale. M. Vecchioni, F. P. Rizzo, G. Zito, M. Pavone MacalusoFirst Published April 1, 1973